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Visualizzazione dei post da novembre, 2018

Visioni di Puglia

VISIONI DI PUGLIA I primi papaveri Insanguinano il verde neonato del grano Le lucide foglie d’acciaio degli ulivi galleggiano su liquide calendule gialle Dagli acquitrini gelati riemergono provvide farfalle a promettere colori per l’estate dalle ali dirompenti di luce si effonde il sapore dei frutti L’ultimo gemito di gelo soffia sotto gli sterpeti della vite I pescheti imbandiscono, In lontananza, Con distese di petali Confettati, Il Tavoliere infinito Sulle colline della Murgia Gli asfodeli Violetti Illanguidiscono le scabre ossee Pietre Intrise di ocra terrosa Una Ghiandaia dondola Sulle canne vuote dell’inverno, Poi spicca il volo nell’azzurro Verso spume marine di smeraldo I mandorli Timidamente...

RAFFAELLO BALDINI

Bella Torna ogni tanto, per sua madre, sta poco, due tre giorni, non esce mai, Io poi sono sempre fuori. L'ho incontrata per caso, in farmacia, "Ma quant'è che non ci vediamo?", mi è sembrata più piccola, "Hai i capelli corti", che li aveva lunghi, sulle spalle, ha chiuso gli occhi: "Ti ricordi dei miei capelli?" Vinicio ci aveva fatto una passione. E lei niente. Con quegli occhi verdi e il maglione giallo. Le aveva fatto la corte anche Lele Guarnieri, e la domenica veniva da Cesena a ballare un biondo con una Giulietta spint. Io, era troppo bella, non m'arrischiavo. Dopo l'ho accompagnata fino a casa, ha aperto, ho detto: "Cosa avrei pagato allora per non portare gli occhiali!", ha riso: "Ci vediamo fra altri vent'anni", poi dal portone accostato, prima di chiudere, m'ha guardato: "Mi piacevi" senza ridere, "quante notti t'ho sognato!". I MORTI Quel che sanno i morti,...

Franco Buffoni Il racconto di Pasolini

Da IL RACCONTO DELLO SGUARDO ACCESO, Marcos y Marcos 2016, ripropongo "Il racconto di Pasolini". “Ti faccio fare la fine di Pasolini”, me lo sentii dire un paio di volte negli anni successivi alla sua morte: era come uno slogan in certi ambienti, veniva usato come deterrente, quando non ci si comportava propriamente da “clienti”. Pasolini lo avevo incontrato in un’occasione di poesia a Roma nel luglio del 1972, ma non ero riuscito a suscitare il suo interesse. In compenso sentii parlare molto di lui in quel mese di esami di maturità, come supplente neo-laureato nella commissione dell’Istituto Tecnico-Linguistico Femminile “Caterina da Siena” di via Panisperna. Non come regista o come scrittore, non ce n’era bisogno. Sentivo parlare di lui la sera dal mio aiuto-bagnino. Aveva vent’anni, lo avevo incontrato sulla spiaggia di Ostia, dove mi recavo al pomeriggio dopo gli esami. Ero sceso a Roma con la mia 128 gialla e la se...