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Visualizzazione dei post da febbraio, 2018

Dolore e amore

Parole del padre al figlio: "Soffochiamo così tanto di noi per guarire più in fretta,  così tanto che a trent'anni siamo già prosciugati e ogni volta che ricominciamo una nuova storia diamo sempre di meno. Ma renderti insensibile così da non provare niente è uno sbaglio....Stai male, e ora vorresti non provare nulla..., ma ciò che ora provi io lo invidio. "

Carducci e la meteorologia

Carducci sarà anche stato un grande poeta, ma certo non capiva un'acca di meteorologia. Ad esempio, prendiamo l'ode ''San Martino''. Dice: 《La nebbia agli irti colli Piovigginando sale》. Beh, vorrei capire, lui è  nella nebbia o  no? Perché  se sei nella nebbia col cavolo che vedi i colli,  e non vedi nemmeno la nebbia che sale. Insomma, non vedi un fico secco. E se non sei nella nebbia e la vedi salire quella non é  più nebbia: si tratta di nuvole.E poi,  quel 'piovigginando':  ma lo sanno anche i bambini che se piove non c'è nebbia. E ancora gli 'irti colli': ma come 'irti',  i colli -si sa- sono ben rotondi e dolci di solito. Ma che colli avrà visto Carducci? Deduco che si trovasse  nella nebbia, non ha visto un bel niente e ce la dà a bere: licenza poetica. Poi continua: 《E sotto il maestrale Urla e biancheggia il mar》. E qui ci risiamo con la meteorologia: se c'...

Nostalgia

Dalla rivista online  '' DOPPIOZERO  '' un articolo di Antonio Prete. Nostalgia è parola di dolore. Parola, anche, d’avventura. Dolore per un ritorno impossibile, algos di un nostos che si fa pensiero dominante. La linea del ritorno è un orizzonte che traspare mentre è cancellato, che trema nella lontananza mentre si sottrae allo sguardo. Illusione di una prossimità a lungo vagheggiata. Fantasmagoria di un miraggio che penetra nei pensieri, si fa acqua e sabbia dei pensieri, riva di un approdo che si sa negato.  Nostalgia è amore dell’impossibile, del tempo di un ritorno impossibile.  Si ha nostalgia, diceva il filosofo, non per il paese lasciato, ma per il tempo vissuto in quel paese, non per il paese dell’infanzia, ma per l’infanzia trascorsa in quel paese, e perduta. Tornando, quel tempo non c’è più, quell’infanzia non c’è più. Quel paese stesso non è...

Riti, simboli e realtà

Durante il rito della Eucaristia una fila di gente compunta va verso l'altare dove li attende un uomo vestito con un abito strano dai colori vivaci che hanno significati simbolici rituali. Quell'uomo porge nelle mani di chi gli si avvicina o direttamente nelle loro bocche una sfoglia di farinaceo a forma di cerchietto bianco che non solo  rappresenta, ma è in tutto e per tutto il corpo vero (così dicono quelli che ci credono) di un uomo vissuto migliaia di anni fa e che dichiarò di essere inviato dal Padre, cioè da Dio, ed è stato quindi dichiarato Figlio di Dio. (Una vicenda tutta interna al mondo ebraico e a un limitato lasso di tempo, ma che viene considerata di valore universale. Nessuno si é mai dato la pena di spiegare questa strana scelta divina: l'uomo esisteva già da centinaia di migliaia di anni e Dio si è fatto vivo solo negli ultimi tre o quattromila anni, in un luogo particolare,  con un popolo particolare, con pochi uomini scelti. È strano questo Dio. Ma tant...