L'UOMO AL CENTRO?
Se c’è continuità tra inorganico e organico e se la stessa continuità c’è tra la forma organica più semplice e quella più complessa dovremmo riconsiderare il modo in cui collochiamo l’uomo nel contesto dell’universo. Le religioni -tutte- vengono coinvolte da questo mutamento di prospettiva. La domanda di fondo sul Senso del Tutto resta senza risposta, ma è l’Energia presente nell’universo, fin nelle sue più impalpabili e infinitamente piccole componenti, che ci interroga e rende difficile qualsiasi spiegazione che si esprima secondo modelli antropomorfi.
Il modo in cui nella Bibbia e nel Vangelo, ad esempio, viene narrato il rapporto tra l'uomo e Dio è legato ad un corredo di immagini che precedono le conoscenze scientifiche acquisite negli ultimi due secoli. Ormai è chiaro che noi uomini siamo il prodotto di un processo evolutivo universale: dunque tutte le immagini bibliche che descrivono la "creazione" dell'universo o il rapporto con Dio, se intese alla lettera, sono diventate incredibili e assurde....a meno che non si riconosca esplicitamente il loro esclusivo valore letterario, di scelta stilistica narrativa. Del resto per noi uomini anche oggi è più facile immaginare rapporti personali e spazi fisici e temporali percepibili secondo le possibilità dei nostri organi di senso. Purtroppo spesso le religioni ufficiali hanno prodotto narrazioni dogmatiche legate in modo meccanico e rozzo all'immaginario prescientifico dei secoli passati ed ora è diventato molto difficile adeguarsi alle conoscenze scientifiche del XXI secolo
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