Il mistero e il conoscibile

Noi uomini cerchiamo di capire chi siamo, da dove veniamo, quale sorte ci attende dopo la morte. Lo studio della natura ci sta portando sempre più lontano nella comprensione delle origini dell'universo. Eppure, resta sempre il mistero dell'origine della energia che pervade il cosmo. Sorge spontaneo allora pensare ad una Presenza Originaria che spieghi il tutto e sia 'altra' rispetto all'Universo. E qui ci fermiamo: appagati dall'aver ricondotto il mistero alla logica causa-effetto. Ma il meccanismo causa-effetto non  dovrebbe essere applicato anche alla Presenza Originaria? Cos'è, chi è, da dove viene questa Presenza? Ci accorgiamo allora che non c'è una realtà particolare e precisa che possa spiegare ed eliminare il mistero. Ad ogni realtà ultima che possiamo immaginare si può porre la domanda che chiede conto della sua provenienza e origine. È come un pozzo senza fine. Fermarsi davanti all'ipotesi di una Presenza Altra è una soluzione di comodo che ci libera dalla paura del mistero. Ma è proprio nel conoscibile e nella natura che dimora il mistero, cioè nella Natura e nel Cosmo è depositato il senso del nostro esistere. Il Conoscibile non è Altro rispetto a noi e noi stessi siamo parte del tutto. Non c'è un 'Altro Mondo' perchè l'"Altro Mondo" conterrebbe "Questo Mondo" e sarebbe contenuto potenzialmente da un "Altro Mondo" ancora, come in un gioco di scatole cinesi o di matrioske russe. Alla fine dobbiamo accettare che lo scopo, il senso di ciò che esiste è il fatto stesso di esistere: infatti è una forma ingenua di antropocentrismo porsi i problemi del "fine ultimo" e della "causa prima" del TUTTO

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