Cassandra di Christa Wolf
Il personaggio di Cassandra individua un "luogo di senso" complesso e affascinante. Il tempo e la conoscenza, il destino e la libertà, il potere come violenza cieca o come saggezza e giustizia interagiscono nel preveggente che vede in anticipo gli eventi che segneranno il corso del tempo. Christa Wolf colloca Cassandra in un momento ben definito e individuato della sua vicenda di vita, il momento poco precedente la sua esecuzione capitale. È come un punto di osservazione panoramico da cui lo sguardo si proietta su eventi e personaggi che hanno popolato la vita della protagonista e che rivelano in questo momento magico il loro vero senso o -meglio- la loro molteplicità di sensi. Cassandra ripercorre l'intera sua vita per momenti, balenii, occasioni, ricordi, nodi che ne sconvolgono il percorso lineare e ne fanno il drammatico dialogo di un essere umano con se stesso, alla ricerca di un senso del vissuto. E infatti emerge immediatamente il duplice aspetto del tempo: qualitativo e quantitativo.
Perchè Cassandra é preveggente? Il racconto mitico in modo simbolico descrive Cassandra in posizione critica rispetto al mondo. Cassandra non accetta la realtà per come è stata definita dai rapporti di forza vigenti. La tensione a pensare un altro assetto sociale, altri ruoli, altri rapporti personali, altre emozioni, altri sentimenti è la molla che spinge a indagare,pensare, capire gli altri e immaginare gli sviluppi delle situazioni e dei comportamenti, conquistare la conoscenza, cioè la preveggenza. Il tempo di vita non é più un abitudinario susseguirsi di eventi tutti egualmente distribuiti sulla tela della trama quotidiana, ma è una entusiasmante avventura fatta di continue sorprese ed emozioni, di eventi nuovi e significativi che rimescolano ogni cosa, ogni vita, ogni progetto e danno a Cassandra la capacità di acquisire una voce propria, personalissima, inconfondibile e proprio per questo motivo luogo privilegiato di conoscenza-preveggenza. Perché dunque Cassandra è invisa ai più e non ascoltata? Proprio perchè la sua voce personalissima è frutto di uno sforzo continuo di indagine e conoscenza, di una scelta etica di dedizione alla ricerca della propria dignità di persona e tale ricerca non può far altro che scontrarsi con problemi e carenze e difficoltà. La voce “preveggente” non richiede un passivo adeguarsi ai suoi enunciati, ma esige una partecipazione attiva alla ricerca che la produce... e una tale partecipazione è difficile e faticosa. E' più comodo pensare ad altro, far finta di non aver
capito o evocare perfidamente il pericolo di catastrofismo.
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